Tokokazari con Patrik Lüthi

Prove di allestimento con un abete chokkan/sankan dal portamento snello ed elegante.

L’abete prima della filatura

il nagare (flusso/direzione) della composizione è verso sinistra
Si decide di eliminare il sahieda di sinistra e dare alla composizione un flusso verso destra. La pianta deve avere una ramificazione molto leggera.
L’abete dopo la filatura, bravo Patrik. Il vaso è un opera di Patrik, è già abbastanza adatto, forse un pelo più largo sarebbe perfetto.

Shin-shin-sou, così possiamo classificare questo bonsai. Conifera/shin, chokkan/shin e bunjin/sou. I carattere intrinseco di questa composizione è shin/sou. Un kabudachi (ceppaia), sankan ( 3 tronchi), chokkan (eretto formale) e bunjin (tronchi snelli ed eleganti). Un gruppo di eruditi, tre monaci, tre Jedi riuniti in consiglio.

Direzione di un eretto formale, chokkan.

Lo stile chokkan esprime poco la direzione, di solito il sashieda ( ramo importante direzionale) serve a questo scopo, anche l’apice o il vuoto possono sottoliniare il nagare (flusso, direzione)

Per me questo albero potrebbe evolvere con un nagare neutro, esponibile a destra o a sinistra a seconda delle necessità espositive. Come alcuni shohin.

Uno dei rami di destra potrebbe comunque diventare un sahieda, dirigendo il nagare a destra .

Il Tokkazari

Il tavolino è abbastanza corretto come stile e dimensione (shin/gyo)

Proviamo ad usare un kakemono di Andrea Zamboni, una luna velata. Ho provato anche con un monte fuji, ma diventava troppo importante.

Kakemono autunnale raffigurante un cervo tra la nebbia. È un kakemono molto importante, si può usarlo ma senza un terzo elemento d’accompagnamento. Toglie comunque molta attenzione alla ceppaia di abeti molto elegante e leggera.
Stesso tema, tenpai di cervi.
Sicuramente l’allestimento è più raffinato e delicato. Mi piace il vuoto.
Centriamo un poco il bonsai
Proviamo ad usare una shitakusa, che però si mostra un po’ alta, la shitakusa non dovrebbe sorpassare il bordo del tavolo.
Con un incensiere rappresentante una casa/capanna per la cerimonia del tè (Wabi Sabi)
Aggiungiamo un elemento verticale, un kakemono stretto con tanzaku con la calligrafia:
Yume, sogno, risveglio. Opera del monaco del santuario Daitoku-ji di Tokyo.

Esempio di una lezione di kazari alla Kitora’s Bonsai School.

Bravo Patrik Lüthi.

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