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School display-Prove d’allestimento della vite di Paolo
Il workshop di Paolo su una vite
Dopo aver preparato la vite per la sua partecipazione ad una mostra importante, proviamo vari allestimenti nel tokonoma.
allestimento con garofano
un erbetta alta, i due vasi però assomigliano troppo
una pianta grassa con vaso rosso, il vaso rosso richiama l’autunno, la pianta grassa ricorda il calore che serve alla vite per maturare
scegliamo questa erbetta come elemento d’accompagnamento
questo tavolo a 5 piedi si armonizza moto con il vaso e la vite
tavolino rettangolare, un po’ troppo leggero
tavolino basso troppo massiccio
trovo che questo tac^volino si armonizzi molto bene
le gambe sottili danno un senso di instabilità
Lagerstroemia display
Bun Jin display-Pinus Silvestris
Oggi ho fatto una sequenza di allestimenti per questo pino silvestre Bun Jin
Sono partito con un primo allestimento, più illustrativo, quello con il tempia di cervo che mostra un paesaggio montano.
Il secondo l’allestimento è quello più “zen” con il suiseki che rappresenta una capanna abbandonata in disfacimento, simbolo del Wabi Sabi
Poi ho provato un allestimento con erbe di campo, e con sassifraghe in vasetti tondi, i vasi tondi però potrebbero essere considerati ripetitivi in rapporto con il vaso del pino
poi ho provato i sempre vivi su un coccio di vaso, avrebbe potuto andare anche anche su una roccia
Ho provato poi l’abbinamento con una calligrafia, rappresentante una poesia cinese dell’epoca Tang
ed in fine l’allestimento con solo il pino silvestre bunjin e il Vuoto
Quale vi sembra più adeguato?
Kusamono display-equisetum
SHIN GYOU SOU
traduzioni tratte da:
The Kanji Dictionary
SHIN – 真
2k8.1
SHIN true, genuine
Makoto true, sincere
Ma- just,right, due (north); pure, genuine, true
GYOU – 行
3i3.1
KOU go, proceed; do, carry out; bank
GYOU line (of text), row; walk along; do, carry out
AN go, travel; carry with
I(ku), yu(ku) go
I(keru) can go; be good
Okana(u) do, carry out, conduct
Kudari (vertical) line (of text)
SOU – 草
3k6.13
SOU grass, small plants ;original; first draft; cursive handwriting
Kusa grass; small plants
Mi azzardo ora a spiegare i singoli termini nell’ambito del bonsai, e in modo più ampio nella cultura Giapponese.
SHIN
Shin è la realtà, la verità la purezza.
Negli stili bonsai è l’eretto formale Chokkan.
Tra le essenze sono le conifere, in primo il pino essenza molto maschile. I tipi di vaso sono quelli rettangolari e ben definiti nelle linee.
Nell’allestimento shin è quello più formale classico che rispetta rigidamente le regole e la tradizione.
Shin significa anche il periodo dell’apprendere, nella tradizione Giapponese il ripetere ciecamente gli insegnamenti del Maestro.
GYOU
Gyou è ’interpretare, nella calligrafia SHODOU é il semi corsivo, una scrittura più veloce e libera.
Nel bonsai lo stile Moyogi, eretto informale/casuale, è una delle sue espressioni, le latifoglie sono gyou, come i vasi ovali e rotondi . In generale gyou è anche un impostazione più leggera e libera.Gyou è anche il portamento tipicamente femminile delle latifoglie.
Anche lo stite GYOU nell’allestimento del bonsai nel Tokonoma è qualcosa di più libero, meno formale.
Nell’apprendimento è il momento di agire, rielaborare e re-interpretare gli insegnamenti ricevuti. Acquisire un proprio stile personale.
SOU
Il kanji Sou vuol dire erba, nel bonsai sono i Kusamono (cose d’erba), i bonsai di erbacee e le erbe di compagnia, Kusamono e Shitakusa. Ma non solo, sono anche piante impostate in modo molto libero e naturale. Sono sou le piante da fiore e da frutto. I vasi sou hanno forme rustiche e molto naturali sia nel colore che nella pasta (ceramica raku)
Sono Sou anche i bonsai in stile Bun-jin
Anche l’allestimento Sou rappresenta qualcosa di estremamente libero, personale e raffinato.
Nella vita ed apprendimento il periodo Sou è molto vicino allo stato di SATORI (budda nella tradizione orientale). Una persona, un Maestro in stato Sou è libero da tutte le regole, ogni cosa che fa e giusta.
Un Bun-jin un uomo di cultura, un eremita un saggio.
Questi tre termini possono essere visti come un percorso o cammino Dou.
Dalla fase iniziale di apprendimento Shin la ripetizione incondizionata degli insegnamenti del Maestro. Al momento Gyou la re-interpretazione ed affermazione della propria personalità. Fino al culmine della fase Sou dove tutto è possibile, dove ogni cosa viene fuori senza pensare.
Il fatto di usare troppo la testa, ragionare troppo sulle tecniche (arti Marziali, Shodou, ecc.) è un handicap della nostra cultura occidentale.
Queste tre fasi vanno vissute e sperimentate in successione. Essere Gyou o Sou senza passare dal Shin è una cosa impossibile.



































