Si definiscono gli shari.
Il ginepro dopo la filatura.
Di lato
Retro
Fronte

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Biancospino di Remo
Questo biancospino è molto ramificato, eseguirò solo una potatura leggera e un po’ di filo.
Senza foglie si vedono i rami che non vanno bene, quelli troppo grossi e/o cilindrici.
Anche in questa pianta è da mantenere e far sviluppare la ramificazione bassa.
Filatura del primo ramo che dovrà prendere forza e carattere.
Il biancospino dopo la potatura e filatura.
Evonimo di Remo
L’evonimo defogliato
Bisogna intervenire sul grosso taglio
Con l’aiuto di una fresa elettrica assottiglio i bordi del taglio
Si eliminano i rami che non servono, quelli troppo grossi e cilindrici
Con un po’ di filo di alluminio ordino la ramificazione.
Il ramo con i germogli verdi servirà ad aiutare la cicatrizzazione del taglio, è probabile che in futuro verrà accorciato se non addirittura eliminato.
Il nebari
Biancospino di Remo
Biancospino probabilmente yamadori.
L’apice è molto forte mentre i rami bassi sono un po’ deboli, bisogna riequilibrare la dominanza apicale.
I due fronti sono abbastanza simili, mon ci sono punti d’interesse particolari.
il biancospino è stato defogliato per poter analizzare la struttura dei rami.
In questa zona del tronco si intuisce un ritiro di linfa.
Nella zona dove ha ritirato la linfa il legno è deteriorato.
La parte interna del legno è polverizzata. Con un bisturi limino la parte morbida del legno.
Utilizzo per la pulizia del secco diversi tipi di spazzole.
-sapazzola di ottone rigida
-spazzola di ottone morbida
-spazzolini di ferro duro e morbido
-spazzolino di nylon del tipo per pulire le dentiere
Ho utilizzato anche la spazzola di nylon del proxxon.
Il secco è stato pulito.
Si consolida il secco con liquido per jin.
Di norma si sconsiglia il secco sulle latifoglie, in questo caso cercheremo di vedere il biancospino come se fosse un prunus mume.
La parte di legno morta potrà diventare il punto focale di questo biancospino
Inizio a filare i rami più bassi, questi rami sono importanti e dovranno aumentare di spessore.
Per questo motivo non sono stati potati, ho cercato di movimentarli con la filatura.
La pianta è stata completamente filata, la zona apicale è stata anche potata energicamente.
FRONTE A
Ho lasciato aperti la scelta del fronte, in futuro si deciderà se scegliere la parte con lo shari o il fronte con meno legna secca.
FRONTE B
Osservando la pianta dal lato sinistro si può già intuire quale dei due fronti è più corretto.
Pinus silvestris kengai
Workshop al “AMATORI BONSAI E SUISEKI GENOVA”
Genova, Domenica 10 novembre 2013


Foto di Marco Petillo
Shohin display
Winter in coming
Carpino nero restyling
Oggi ho lavorato un ottimo esemplare di carpino nero (ostrya carpinifolia) della collezione di Remo
Questo potrebbe definirsi uno stile a ceppaia o a scopa rovesciata, però in questa posizione la conicità del tronco non viene enfatizzata.
Ho cambio d’inclinazione.
Il tronco sembra già più conica, uno dei tronchi diventerà l’apice, gli atri diventeranno rami.
Ho accorciato un tronco sul retro, ora è diventato un ramo di profondità. Ho anche eliminato delle radici aeree migliorando il nebari.
Ho applicato un po’ di filo per ricostruire l’apice.
Ora si dovrà lavorare per costruire la ramificazione fine.
Sabina sokan
Ultimi ritocchi al Sabina di Nevis
È stata cambiata l’inclinazione, prima la pinta cascava troppo in avanti.
L’apice dovrà prendere più forza
Questa varietà di sabina da garden non ha una vegetazione ottimale, ma nel tempo, con la giusta coltivazione il fogliame è molto migliorato, per lo meno non è più in ago. Bisognerà perciò puntare ad una vegetazione leggera ed un po’ scapigliata, cosa che non sta poi così male in un bonsai bunjin.
I due alberi prima erano uniti da una parte di secco, ho lavorato in modo di separarli e rendere li due tronchi due piante ben distinte, come vuole lo stile a due tronchi.
Sabina restyling































